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Il Palazzo Comunale di Traversetolo

Con l’arrivo della dominazione francese e la soppressione dei diritti feudali, la sede del primo maire, nel 1806, fu collocata nel Palazzo del Colonnello (attuale Cassa di Risparmio), situato al centro del Quartiere, di proprietà della Famiglia Ferrari dalla Torre residente al Monzato di Traversetolo. La sede podestarile fu invece trasferita in un primo momento presso casa Mattioli (attuale palazzo su via Cantini n° 37).

Con l’elezione a maire di Domenico Pazzoni, la sede fu provvisoriamente spostata a Guardasone nella residenza dello stesso Pazzoni.

L’edificio comunale doveva pure essere provvisto di un carcere, che anticamente si trovava all’interno del palazzo Borromeo (Hosteria Borromeo, attuale Municipio). In un primo momento il carcere non venne spostato dalla sua sede originaria; lo fu solo nel 1815 in seguito all’acquisto della Casa Ferrari dalla Torre.

Nella prima metà dell’Ottocento la sede amministrativa rimase nel palazzo Comunale, ex Ferrari dalla Torre, di cui occupava tutti i locali disponibili che, però, si rivelarono ben presto insufficienti per le aumentate esigenze del Comune. Nel frattempo i conti Borromeo nel 1846 presero ad alienare i loro immobili compresi tra Guardasone e Traversetolo, in quest’ultima località posero in vendita il loro palazzo. Il Signor Cesare Pazzoni, nominato dai conti  Borromeo curatore dei loro beni nel 1847, fece acquisto del palazzo in Traversetolo procedendo quindi alla sua ristrutturazione. La riedificazione dell’antichissima costruzione, risalente alla seconda metà del Quattrocento, occupò alcuni anni; quando l’edificio fu completato, il Pazzoni ne affittò una parte alla sede della Pretura che vi si trasferì nel 1860.

Negli stessi anni il Consiglio Comunitativo di Traversetolo prese ad affrontare il problema della sua sede, l’antico palazzo Ferrari dalla Torre, ormai vetusto ed insufficiente per le esigenze di spazio necessarie agli uffici. Si giunse così alla proposta di porlo in vendita, offrendolo al Governo, affinché vi si collocasse una caserma per i Reali Carabinieri, col ricavato poi si sarebbe acquistata la parte più ampia dello stesso palazzo rimasta di proprietà dei Ferrari dalla Torre Baratta, che ristrutturata avrebbe potuto ospitare i locali del Comune. L’operazione però non diede frutti positivi. Il Signor Pazzoni allora si rese disponibile alla permuta del suo nuovo palazzo con il vetusto edificio comunale chiedendo la differenza di valore stabilita da perizia tecnica. Non trovando un accordo, pur trascinando a lungo le trattative, l’Amministrazione decise, con delibera del 2 febbraio 1866, di abbandonare il progetto di permuta a favore della ristrutturazione del vecchio edificio comunale. Per mancanza di fondi il progetto venne accantonato fino al 1868 quando il Consiglio Comunale, con delibera del 16 aprile 1868, decise di dare inizio ai lavori di ripristino chiedendo alla Cassa dei Depositi e Prestiti l’attivazione di un mutuo di 34.000 lire, pagabile in 25 anni. Non giungendo però risposta positiva ed essendo veramente indecenti le condizioni dei locali comunali, il Consiglio deliberò nel 1869 il trasferimento degli uffici nell’appartamento del palazzo Pazzoni stabilendo un affitto annuo di 250 lire.

Nel 1870 il Sig. Pazzoni ripropose al Comune l’acquisto del suo palazzo, ma la proposta venne accantonata perché il Consiglio, sperando ancora nella concessione del prestito, rimaneva fermo nell’idea della ristrutturazione del vecchio edificio. Le speranze però vennero infrante nel 1878 quando la Deputazione Provinciale rispose negativamente alla richieste di prestito consigliando al Comune di riprendere le trattative di permuta col Pazzoni. A questo punto il Pazzoni alzò il prezzo precedentemente stabilito dalla perizia valutativa degli immobili lasciando interdetto il Consiglio. Venne allora avanzata la proposta di acquisto del palazzo Pazzoni anziché la permuta. Ma il Pazzoni alzò il prezzo pretendo la stessa somma che sarebbe stata sufficiente per la ristrutturazione del vecchi edificio, cioè 29.500 lire. Interrotti bruscamente i rapporti, ogni speranza pareva accantonata. Tuttavia il 5 giugno del 1879 il Pazzoni scriveva una lettera al Consiglio Comunale chiedendo di riprendere le trattative per un importo di 26.500 lire. Finalmente, nel corso della seduta del 17 giugno 1879 la Giunta decise per l’acquisto del palazzo Pazzoni, con tutto il terreno che lo circondava, previo consenso, per far fronte alla spesa, della Cassa Depositi e Prestiti, per un mutuo di lire 30.000, nonché l’assenso della Deputazione Provinciale. Rinfrancato dai consensi ottenuti, il Consiglio, il 5 luglio 1881, rese effettivo l’acquisto avanzando l’idea di ampliare il palazzo Pazzoni per ottenere i nuovi locali del Carcere e della Scuola. Tutto questo ponendo in vendita il vecchio edificio comunale per il quale però non si trovarono acquirenti. Ancora una volta tutti i progetti vennero così sconvolti: si decise di non ampliare il palazzo Pazzoni, ma di lasciarlo come all’atto dell’acquisto e ripristinare il vecchio edificio per ottenere i locali delle scuole. L’esigenza del carcere venne accantonata perché realizzato nella nuova Caserma dei Reali Carabinieri.

Già impegnato col muto di acquisto del palazzo Pazzoni, il Consiglio dovette affrontare l’impegno di un ulteriore mutuo per la ristrutturazione del vecchio edificio per un ammontare di lire 37.000.

Nel 1885, a conclusione dei lavori e con notevole sforzo economico, il Comune si trovò a possedere la sede del Municipio, palazzo ex Pazzoni e quella delle scuole nel vecchio palazzo comunale ristrutturato.
Dopo 130 anni la sede del Comune di Traversetolo rimane tuttora invariata.


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Proprietà dell'articolo
creato: lunedì 12 ottobre 2015
modificato: lunedì 12 ottobre 2015